Siamo partiti da Tel-Aviv a mezzogiorno del 19 ottobre 2008 e siamo arrivati all’una del 19 ottobre 1099. Dodici ore dopo ero disteso sul letto e non riuscivo a darmi pace.
Venendo dai bermuda, dagli infradito e dai tatuaggi di Tel-Aviv non mi aspettavo una vista simile. Sapevo che avremmo trovato degli ortodossi, ma non immaginavo una tale sterminata fiumana di cappelli neri.
Sfortunati con l’autobus, siamo entrati nella Old City dalla porta del Letame. La sfortuna non risiede nell’odore (invero la discarica e’ stata chiusa da parecchi secoli) ma dalla folla impressionante che circonda il muro del pianto. Migliaia di ebrei che si riversano nel piazzale da ogni tortuosa scalinata e due strani giovani con enormi zaini Decathlon che combattono per risalire la corrente. A digiuno.
Prima di arrivare al Citadel Hostel, il piu’ fico ed economico della zona, ci siamo persi credo cinque volte.
E poi era pieno.
Receptionist: But there is place on the roof. We give you a mattress and a blanket. Experience…
Peccato che Gerusalemme e’ a 800 metri…te la do io l’Experience…
Alla fine abbiamo trovato posto in un altro ostello raccomandato dalla Lonely, pieno di persone di OGNI etnia, tutti con evidenti problemi psichici. Soprattutto il receptionist, che credo essere il noto cantante jamaicano Capleton, il quale ieri notte ci ha aperto dopo forse dieci minuti che suonavamo il campanello.
Io: Ma…per caso il campanello e’ rotto? Abbiamo suonato parecchio, forse non ci sentivi.
Capleton (guardando il soffitto): No, no, vi ho sentito…
Che sia stato il caso, la suggestione collettiva, la scarsa fantasia degli autori o (dio non voglia) Dio, fatto sta che Gerusalemme è città sacra per tutti e tre i grandi monoteismi, ebraismo, cristianesimo e islam.
Qui Abramo fu fermato in zona cesarini dal signore che gli aveva chiesto di sacrificare suo figlio, qui Gesù di Nazareth fu crocifisso e risorse, qui il profeta Maometto ascese al cielo in un viaggio notturno. Tutto qui. Ma pensa.
Ecco perché questa è la meta di pellegrinaggio più importante del mondo.
Ecco perché nel 1099 i crociati partirono dall’Europa, strinsero d’assedio Gerusalemme e trucidarono i 40.000 abitanti che si trovarono davanti, musulmani ed ebrei. Con questi vicoli stretti e tortuosi, non fatico a credere che il sangue gli arrivasse al ginocchio come dicono.
Guardo la porta di Jaffa ed immagino l’esercito assiepato sul pendio, pronto ad entrare.
Guardo gli ortodossi di una parte e dell’altra e l’idea non mi dispiace.
Disteso sul letto, ingolfato dalle emozioni, ho vissuto la più grande crisi anti-mistica della mia vita. Un delirio ateo, nonostante io ami sottolineare che sono agnostico.
Perché così non ci siamo. Gli ebrei con i boccoli e i cilindri di pelliccia che non ridono mai, i cristiani ortodossi che rispondono cantando per le strade, le merci, le merci, le merci che rappresentano tutto, croci, candelabri, libri, muri, filo spinato, bombe, campi profughi e souvernir.
Dovevano essere delle belle favole, delle storie coinvolgenti, utili insegnamenti al massimo ma non questo.
Non una gara a chi è più invasato, a chi è più predestinato, a chi ha il profeta che vince.
Vi siete presi così sul serio da diventare una tragica barzelletta che non mi fa più ridere per niente.
O forse è solo che qui ho perso il senso dell’umorismo.
Al risveglio, prima che facessi in tempo a riagganciarmi alla mia delusione, è arrivato il suono della campanella. Non una campanella qualsiasi, ma quella della ricreazione. Il rombo dei bambini e delle bambine della scuola accanto ha invaso la stanza e mi ha fatto iniziare la giornata col piede giusto.
DA FARE: Visitate la chiesa di S. Alessandro, ammiratene il maestoso misticismo, tornate in ostello e scoprite di essere stati nella Basilica del Santo Sepolcro. Esilarante.